One kitchen a week, part 1: pop contemporaneo

One kitchen a week, part 1: pop contemporaneo

cucina pop contemporaneo vista frontale

La prima delle quattro cucine che vi vogliamo presentare si inserisce in un ambiente che possiamo definire “pop contemporaneo”.
La ristrutturazione dell’angolo cucina si sviluppa attorno all’elemento del controsoffitto curvo oro fortemente voluto dai clienti.

LA RISTRUTTURAZIONE

La sfida progettuale consiste nel pensare un ambiente che potesse sposare al meglio questo elemento preesistente dal forte carattere stilistico. Sia per la scelta cromatica sia per il profilo sagomato, questo controsoffitto si riconosce per il forte dinamismo sottolineato anche dall’illuminazione che ricalca la sagomatura.

Le pareti di chiusura e la relativa porta di accesso alla cucina sono state eliminate a favore di un ambiente open-space. Ciò che ne rimane è il pilastro portante, anch’esso tinteggiato oro, a cui è stato incorporato un piano di lavoro ad isola con volumi contenitori inferiori, piano cottura e cassettiera. I forni sono disposti nell’elemento a tutta altezza che affianca la porta finestra e aprendo verso l’interno della cucina risultano quasi nascosti.

Lo sviluppo vero e proprio della cucina segue l’andamento della parete di fondo che si compone a sua volta di due differenti tipologie. Da un lato, in affaccio diretto alla zona giorno sono disposte le ante a tutta altezza che ospitano al loro interno sia il frigorifero ad incasso, sia ripiani di stoccaggio per cibo e bevande. La profondità dell’elemento a tutta altezza funge da supporto per la zona giorno alleggerito da ripiani svuota tasche e mensole di servizio. Il fondale rosso ripreso anche in alcuni pensili della zona giorno e nella scelta degli elementi di arredo quali vasi porta-oggetti dona ulteriore cromatismo.

La seconda tipologia, visivamente più leggera occupa la parte di cucina adiacente alla porta-finestra e si compone di un ripiano con lavello a incasso e pensili sospesi con ripiani interni. La parte inferiore ospita invece il vano lavatrice.

FORME E MATERIALI

Anche la scelta materica e cromatica riflette la volontà di dare incisività all’ambiente, attraverso l’utilizzo di laminato plastico in due tonalità di grigio differenti. Un ambiente pop contemporaneo movimentato sia nelle forme che nei colori, in cui è facilmente visibile l’attenzione nella progettazione di tutti i suoi componenti. Ad arricchire ulteriormente la cucina, si notano la cappa di aspirazione quale elemento di design e il lampadario a sospensione che ne riprende i materiali. Il tavolo da pranzo si armonizza nelle forme al controsoffitto, agganciandosi all’angolo cottura a isola adiacente.

cucina pop contemporaneo
piano cucina e pensili
tavolo pranzo e mobile soggiorno
pensili rossi e anta stoccaggio
cucina isola pop contemporaneo
forno incasso nascosto
tavolo pranzo pop contemporaneo
Un articolo per Modulor: Precisione, competenza ed affidabilità

Un articolo per Modulor: Precisione, competenza ed affidabilità

É stato per noi un onore ricevere un articolo interamente dedicato a noi sul nostro giornale “L’Eco di Bergamo”. Firmato Tiziana Sallese, ci racconta attraverso i suoi occhi, e ringraziandola con orgoglio lo riportiamo qui sotto:

Ecco Geppetto dalle mani di fata. E i vip scelgono i mobili a Ranica.

 
Precisione, competenza e affidabilità. Sono queste le caratteristiche che chiedono i clienti stranieri a Carla Silvana Anesa, titolare dell’azienda Modulor di Ranica.

Un’azienda che in questi anni, anche grazie la discrezione con cui storicamente opera, ha prodotto e fornito gli arredi per l’abitazione dei VIP. Etoile del mondo della danza, attrici, modelle comici, tutti coloro che si affidano a Modulor sanno di poter contare sul massimo rispetto possibile della privacy. Il made in Italy dunque, oggi come non mai, varca i confini nazionali grazie all’affidabilità, all’attenzione e alla cura dei nostri artigiani.
Così Carla Silvana Anesa grazie al suo braccio destro, Bruno Pizzi, può vantare di aver firmato con il tratto distintivo della sua produzione, case, uffici e negozi sparsi in tutto il mondo.

“Modulor è sorta nel 1976 – racconta la Carla che ama farsi chiamare così, con il semplice nome di battesimo – quelli erano gli anni delle falegnamerie tradizionali, mentre noi siamo nati con l’intento preciso di realizzare tutto su misura. Da qui deriva anche il nome scelto per l’azienda, Modulor infatti e il nome della scala di proporzioni, basate sulle misure dell’uomo, inventata da Le Corbusier come linea guida di un’architettura a misura d’uomo”. Oltre a questa filosofia l’altro elemento irrinunciabile per Carla e Bruno (da più di vent’anni a Modulor, anche lui si fa chiamare con il suo nome di battesimo a cui però aggiunge “il falegname”) è il legno. È questo infatti la materiale principe delle loro produzioni. Che sia laccato, rivestito, abbinato all’acciaio, al vetro o a qualunque altro materiale, il regno resta il cuore dei loro manufatti.

“Il legno è la nostra anima”

“Il legno è la vera anima di tutto ciò che produciamo – sottolineano entrambi – proprio per la nostra capacità di trattare questo materiale la nostra produzione è così richiesta, anche sui mercati esteri dove il made in Italy non solo è apprezzato, ma richiesto espressamente”. E a questo proposito Carla e Bruno ricordano gli ultimi lavori realizzati in Vietnam: “abbiamo realizzato e allestito gli arredi di un negozio di alta moda, ‘il negozio del lusso’, tradotto in italiano. Chi ci ha commissionato il lavoro ci chiedeva continua conferma che tutto quanto veniva usato riportasse la dicitura “made in Italy”. Tutti materiali dovevano essere stati prodotti elaborati in Italia. La stessa richiesta c’è stata fatta per altri nostri allestimenti negli stati uniti“. Una realtà piccola ma il tempo stesso grande quella di Modulor, che si avvale della collaborazione di altre sette persone, oltre ad Alice (una laurea in disegno industriale), figlia di Carla.

Lavoro sotto l’uragano

E non è un caso se l’operosità bergamasca è conosciuta e apprezzata anche all’estero, infatti mentre a New York imperversava l’uragano Irene, Bruno lavorava all’11º piano di un grattacielo: “Dovevo consegnare gli uffici che stavo allestendo – racconta tranquillamente come se lavorare sotto un uragano fosse la cosa più normale al mondo – e dunque continuato in quello che stavo facendo. Certo, il rumore del vento e della pioggia si sentiva, ma quasi mi faceva compagnia. Ho capito che la tempesta era violenta dal laser per tracciare le linee rette. Non stava fermo!”. È proprio il caso di dirlo, niente nessuno ferma i nostri artigiani: “Non bisogna avere paura di niente – conferma Bruno- quello che non si riesce a fare da soli si fa insieme”.

 
Precisione, competenza ed affidabilità articolo Modulor