Mobile divisorio ingresso e scarpiera: un progetto su misura tra contenimento e design

Mobile divisorio ingresso e scarpiera: un progetto su misura tra contenimento e design

Ripensare l’ingresso per renderlo più funzionale, organizzare nuovi spazi contenitivi e creare una continuità estetica con il soggiorno. Da queste esigenze nasce un progetto di un mobile divisorio ingresso su misura, sviluppato attraverso una composizione di elementi coordinati che ridefiniscono il rapporto tra gli ambienti.

La richiesta progettuale era trovare una nuova collocazione per scarpe, cappotti e oggetti di uso quotidiano, ma anche per una collezione musicale composta da vecchie cassette, CD e vinili. Il progetto ha preso forma attorno a un sistema di arredi complementari, capaci di rispondere a esigenze differenti attraverso un unico linguaggio progettuale.

Un ingresso ripensato come un portale

Il concept nasce dall’idea di ricreare un vero e proprio portale d’ingresso, attraverso due composizioni che si fronteggiano e dialogano per forme, proporzioni e finiture.

mobile divisorio ingresso

Nella nicchia laterale è stato realizzato un mobile verticale che integra cappottiera e scarpiera ingresso. Sviluppato in altezza, sfrutta lo spazio disponibile per organizzare indumenti, calzature e piccoli oggetti, offrendo una soluzione contenitiva discreta e funzionale.

La finitura grigio chiaro, scelta per il suo carattere neutro e luminoso, si abbina naturalmente alle tonalità calde del pavimento in ciliegio.

Di fronte, in posizione retrostante al divano, si sviluppa il mobile divisorio ingresso: una composizione articolata in due parti, progettata per contenere e contemporaneamente definire il confine con la zona giorno.

dettagli cappottiera
dettagli mobile ingresso
apertura elementi armadio ingresso

Mobile divisorio ingresso: una libreria che filtra lo spazio

La parte inferiore è costituita da una madia bassa, organizzata con cassetti e ripiani interni. I vani sono stati dimensionati per accogliere cassette musicali, CD e DVD, ma anche scarpe e prodotti per la casa, trasformando il mobile in un contenitore versatile, capace di rispondere alle diverse necessità.

La parte superiore si sviluppa invece come una libreria passante, priva di schienale. Quattro spalle verticali raggiungono il soffitto e sostengono ripiani disposti asimmetricamente, creando un’alternanza di pieni e vuoti.
Una soluzione che lascia filtrare la luce e mantiene una relazione visiva tra ingresso e soggiorno, schermando al tempo stesso la zona giorno e rendendola più riservata.
Il divisorio non interrompe lo spazio, ma lo definisce con leggerezza, diventando un elemento architettonico che organizza gli ambienti senza chiuderli.

Anche in questa composizione ritroviamo il grigio chiaro degli altri arredi, mentre le spalle verticali si distinguono per la finitura metallizzata alluminio, ripresa nelle gole delle maniglie.

mobile soggiorno
dettaglio mobile madia ingresso
dettaglio cassetti interni
dettaglio ripiani

Scarpiera ingresso e contenitori coordinati nella zona giorno

 

Il progetto prosegue nel soggiorno con un mobile TV basso, realizzato nella stessa finitura grigio chiaro. La parte chiusa è destinata a contenere la collezione di vinili, mentre i vani a giorno offrono spazio per libri e oggetti.
La distribuzione dei contenitori nasce quindi da un’esigenza precisa: trovare una collocazione adeguata a ogni elemento della collezione, senza rinunciare all’ordine e alla pulizia formale degli ambienti.

A caratterizzare l’intero progetto sono anche i dettagli delle superfici. Le linee orizzontali diventano tagli e fresature simmetriche sulle ante della cappottiera e sui frontali inferiori della madia, creando un motivo ricorrente che mette in relazione i diversi elementi.

soggiorno con mobile tv
dettagli mobile tv
dettagli vinili interni

Per completare l’intervento e accompagnare visivamente il passaggio verso gli altri ambienti, anche un mobile preesistente è stato recuperato e ridipinto nella stessa tonalità di grigio, integrandosi nella nuova composizione.
Un progetto in cui contenimento, organizzazione e ricerca formale si incontrano, trasformando l’ingresso in uno spazio funzionale e accogliente, in continuità con il carattere della casa.

mobile divisorio ingresso
mobile bagno ingresso

Il bagno: forme essenziali e soluzioni su misura

 

La ricerca di continuità prosegue anche nel bagno, dove il precedente mobile dalle forme arrotondate e dallo stile classico è stato sostituito da una nuova composizione dal carattere più rigoroso e contemporaneo.

Il mobile, realizzato in MDF laccato grigio nella stessa tonalità degli arredi della casa, si sviluppa seguendo l’angolo dell’ambiente, con una geometria inclinata che permette di sfruttare lo spazio disponibile. La parte contenitiva è organizzata con un ripiano interno, mentre lateralmente un vano a giorno integra un tubo in acciaio per sostenere e accompagnare le salviette.

Il top in Corian bianco, con lavabo in ceramica bianca in appoggio, alleggerisce visivamente la composizione e introduce un contrasto luminoso con la finitura del mobile.
Completa l’intervento un mobile superiore a specchio, parzialmente attrezzato con ripiani contenitivi e illuminato lungo tutto il perimetro da una luce LED.

Un progetto che, dall’ingresso al soggiorno fino al bagno, interpreta le esigenze quotidiane della famiglia attraverso arredi su misura, dove funzionalità e ricerca formale concorrono a costruire un insieme armonioso.

mobile bagno contemporaneo
dettagli mobile bagno
dettagli mobile bagno
dettagli bagno salviette
mobile bagno angolare
Cinque soluzioni di un armadio su misura per valorizzare ogni spazio

Cinque soluzioni di un armadio su misura per valorizzare ogni spazio

In un appartamento su due livelli a Milano, con ambienti dalle caratteristiche differenti e una zona superiore mansardata, sono state realizzate quattro soluzioni d’arredo su misura. Armadiature, contenitori e dettagli studiati per rispondere a esigenze funzionali precise, integrandosi con naturalezza nell’architettura della casa.

Perché un armadio su misura non è semplicemente un mobile adattato alle dimensioni di una parete: è un progetto capace di dialogare con l’architettura, risolvere vincoli strutturali e trasformare ogni centimetro in una risorsa.

Integrare un vincolo strutturale

Nella cameretta del bambino, il progetto dell’armadio su misura prende forma a partire da un elemento architettonico importante: una trave strutturale inclinata, che si estende dal muro perimetrale fino a incontrare la parete di arrivo.

ingresso cameretta

Anziché considerare la trave un ostacolo, questa è stata integrata nel disegno dell’arredo, realizzato dallo studio Architude, modellando l’armadiatura in funzione della sua geometria.

Il mobile si sviluppa in due parti. La porzione inferiore, più ampia e indipendente dall’ingombro della struttura, concentra la capacità contenitiva attraverso ripiani e tubi appendiabiti interni. L’illuminazione interna completa il progetto, rendendo più agevole l’utilizzo quotidiano dell’armadio.

La parte superiore, invece, segue la trave: le ante sul lato destro sono state sagomate e articolate in modo da consentire l’apertura senza interferire con la trave, mantenendo accessibile e sfruttabile lo spazio interno.

apertura armadio su misura
dettaglio strutturale
anta scorrevole
cassetti interni

L’imbotte a specchio amplifica la percezione dell’ambiente, riflettendo la luce e moltiplicando le prospettive della camera. Le tonalità del bianco mantengono l’insieme luminoso e discreto, mentre i pomoli in ceramica decorati con motivi floreali blu introducono una nota delicata e caratterizzante.

armadio su misura e elemento strutturale

Trasformare uno spazio difficile in contenimento

Lo spazio sotto una scala rappresenta spesso una sfida progettuale: altezze variabili, profondità differenti e geometrie inclinate richiedono una soluzione studiata con precisione.

In questo appartamento l’armadio su misura del sottoscala è stato sagomato per seguire l’andamento della rampa. Le ante si sviluppano secondo altezze progressivamente variabili, accompagnando il profilo della scala fino a raggiungere il pavimento.

All’interno, i ripiani seguono la geometria del mobile e permettono di organizzare lo spazio disponibile in modo razionale, sfruttando anche le porzioni meno convenzionali.

Sul lato rivolto verso il corridoio, una sezione è dedicata all’appendiabiti per gli ospiti. La funzione viene integrata nell’armadiatura e nascosta dietro un’anta rivestita a specchio, che alleggerisce la percezione del volume e restituisce maggiore profondità al passaggio.

Anche qui ritornano il bianco e i pomoli in ceramica della cameretta, elementi che creano continuità visiva tra ambienti diversi.

armadio sottoscala

Continuità tra arredo e architettura

Nella zona giorno, il progetto cambia registro. La madia abbandona il bianco delle armadiature e introduce una tonalità verde salvia, scelta per dialogare con i colori e le finiture della cucina adiacente.

Le ante sono caratterizzate da fascette decorative dal linguaggio classico contemporaneo, un dettaglio che conferisce ritmo alla composizione e definisce l’identità del mobile senza appesantirlo.

Anche gli elementi tecnici vengono integrati nel progetto. Una porzione fresata della struttura funge da copricalorifero, mascherando il termosifone e consentendo al tempo stesso il passaggio dell’aria necessario al suo funzionamento.

A completare la composizione è il top in marmo Verde Alpi, con le sue venature e le sfumature intense, che diventa il punto focale dell’insieme.

madia soggiorno
dettagli madia soggiorno

Contenere e organizzare la zona giorno

Nella zona giorno, ai lati del camino, due nicchie diventano l’occasione per integrare nuove funzioni attraverso una coppia di mobili contenitivi realizzati su misura.

Le due strutture si inseriscono nelle nicchie esistenti, rispettandone le dimensioni e valorizzando la composizione architettonica del camino. La parte inferiore è organizzata con ante e ripiani interni, mentre nella porzione superiore i ripiani a vista offrono spazio per oggetti e accessori, alternando contenimento e leggerezza visiva.

Le funzioni sono differenti ma complementari: un mobile è destinato a diventare un piccolo bar domestico, mentre l’altro offre ulteriore spazio contenitivo per la zona giorno.

Il linguaggio estetico riprende quello della madia, con ante impreziosite da fascette dal gusto classico contemporaneo, qui declinate in tonalità di grigio. Una scelta che permette ai due elementi di dialogare con il camino e con il contesto, senza rinunciare a una propria identità.

Questi mobili su misura per la zona giorno dimostrano come le nicchie possano trasformarsi in risorse progettuali: spazi spesso difficili da utilizzare, che attraverso un disegno dedicato diventano elementi funzionali e integrati nell’architettura domestica.

zona giorno con camino
dettaglio mobile bar
dettaglio cornicetta

Seguire l’inclinazione del soffitto

Nel livello superiore dell’appartamento, la parte mansardata richiede un progetto capace di adattarsi alla geometria inclinata del soffitto.

Per questo è stata realizzata un’armadiatura su misura a ripiani sviluppata seguendo l’inclinazione del soffitto, così da sfruttare il volume disponibile senza creare ingombri superflui.

La configurazione interna integra ripiani e cassetti, combinando spazi aperti e vani chiusi per rispondere a differenti esigenze di organizzazione. L’illuminazione interna facilita la visibilità e l’accesso al contenuto, valorizzando al tempo stesso la funzionalità del mobile.

All’esterno, il bianco liscio mantiene una presenza essenziale e luminosa, mentre i pomoli in ceramica riprendono quelli già utilizzati nelle altre armadiature. Un dettaglio apparentemente piccolo, ma importante per costruire un filo conduttore tra ambienti diversi.

timelaspe armadio superiore
led interni armadio
cassetti interni armadio

Un unico progetto, cinque soluzioni su misura

Quattro arredi differenti, accomunati dallo stesso approccio progettuale: partire dalle caratteristiche dello spazio per individuare la soluzione più adatta.

La trave inclinata della cameretta, la geometria del sottoscala, l’integrazione del termosifone nella zona giorno e il soffitto inclinato della mansarda diventano occasioni per progettare arredi capaci di rispondere a esigenze specifiche.

Il risultato è un sistema di soluzioni su misura in cui funzionalità, materiali e dettagli contribuiscono a definire l’identità degli ambienti, mantenendo un dialogo coerente tra le diverse zone della casa.

Design Week 2026: il ritorno alla materia, tra memoria e leggerezza

Design Week 2026: il ritorno alla materia, tra memoria e leggerezza

La Design Week 2026 sembra aver scelto una direzione precisa. Non quella della rottura, né della spettacolarizzazione estrema, ma piuttosto quella di una rassicurante continuità.

Le intuizioni degli ultimi anni si consolidano, acquistano sicurezza, si fanno più mature. Il design contemporaneo pare essersi fermato per osservare ciò che conta davvero: la relazione tra spazio, benessere e materia. Come se, in un presente attraversato da continue trasformazioni, l’abitare avesse sentito il bisogno di ritrovare alcuni punti fermi.

Il risultato è un linguaggio progettuale più morbido, più silenzioso, più umano.

Un ritorno al passato che non guarda alla nostalgia, ma alla possibilità di immaginare un futuro armonico.

Elle decor installazione

Installazione “Sensory Landscape”di Elle Decor a Palazzo Bovara

Il conforto della materia: legno, pietra e superfici da vivere

Se c’è un elemento che domina la Design Week 2026, è certamente la materia.

Il legno continua ad essere protagonista assoluto, ma cambia il modo in cui viene raccontato. Non più soltanto superficie estetica, ma presenza viva, capace di trasmettere familiarità e calore. Le essenze si fanno morbide alla vista, tattili, spesso opache, attraversate da tonalità naturali che sembrano voler riportare equilibrio all’interno degli spazi.

Accanto al legno, emerge con forza il marmo, soprattutto nelle sue interpretazioni più sofisticate e materiche: dal travertino romano ai verdi intensi e profondi del Verde Alpi, fino a superfici più eleganti e misurate, mai eccessive, ma profondamente caratterizzanti.

Flexform madia legno
Potocco tavolini

Madia di Flexform e tavolini di Potocco

lavandini terrazzo
Tavolino RH
Cucina Nolte

Libreria Turri Tavolo in marmo RH Mobile contenitivo Nolte cucine

Da Hermès, la pietra si fa opaca, porosa, quasi primitiva. La materia si trasforma in linguaggio e si combina in un raffinato gioco di forme e colori in uno splndido tavolo sagomato dal gusto rétro che dialoga con le tonalità iconiche della maison, in un equilibrio tra memoria e contemporaneità.
Hermes tavolo
Hermes colori

Anche da Loro Piana invece, la mostra Sul Plaid riporta al centro uno degli oggetti più essenziali e rassicuranti dell’abitare. Dedicata al plaid, primo prodotto finito della maison e presenza simbolica degli anni Ottanta, l’installazione ne esplora il potenziale come territorio di sperimentazione. Qui intrecci, fibre naturali e tessiture superano il semplice gesto decorativo per diventare struttura, relazione, confine morbido tra gli elementi. La materia si intreccia allo spazio, costruendo una narrazione fatta di tattilità, calore e appartenenza, smettendo di essere rivestimento e tornando ad essere esperienza.

Loro piana plaid
Loro piana dettagli

Forme organiche: la fine degli spigoli

Tra le più evidenti tendenze design 2026, vi è certamente l’abbandono della rigidità.

Gli spigoli sembrano dissolversi quasi completamente, lasciando spazio a geometrie più morbide, avvolgenti, talvolta persino giocose. Dopo anni di minimalismo rigoroso e linee severe, il design sembra concedersi una nuova libertà espressiva.

Le forme organiche diventano protagoniste: imbottiti generosi, volumi arrotondati, dettagli scultorei che alleggeriscono l’insieme pur mantenendo una forte presenza estetica. Come nella produzione di Saba, Veneta Cucine e Natuzzi.

Saba Tavolino
Poltrona Natuzzi
Veneta cucine
Poltrona Natuzzi

È come se la casa avesse smesso di voler impressionare per tornare, più semplicemente, ad accogliere.

Questo cambiamento attraversa anche gli ambienti più tecnici, come la cucina. Le nuove proposte di Smeg recuperano curve dal sapore quasi vintage, mentre Fisher & Paykel , azienda Australiana, interpreta una relazione più diretta con la natura attraverso materiali e tonalità misurate e interessanti sistemi meccanici come le lavastoviglie con il carico dall’alto.

Smeg piano cottura
Fisher & Paykel

Parallelamente, sistemi evoluti di apertura e organizzazione degli interni, presentati da brand come Valcucine e Modulnova, confermano una direzione precisa: la tecnologia rimane presente, ma sceglie di diventare invisibile.

La funzione si perfeziona senza imporsi.

Valcucine legno e marmo
Valcucine sistemi integrati
Modulnova piano
Modulnova cucina

La leggerezza dell’abitare contemporaneo

Un’altra sensazione che attraversa con decisione gli stand del Salone ma anche il Fuorisalone è la ricerca della leggerezza.

Non si tratta di sottrarre presenza agli oggetti, ma di ridefinirne il peso visivo. Gli arredi sembrano esistere con discrezione, inserendosi nello spazio con una naturalezza quasi silenziosa.

Brand come Ritzwell interpretano con eleganza questo pensiero progettuale: funzionalità perfetta, meccanismi fluidi, dettagli quasi invisibili. Anche alcune collezioni firmate Porada, Potocco e Living Divani sembrano raccontare la stessa idea di abitare: sofisticato ma non ostentato.

Ritzwell
Porada libreria
Porada studio
Potocco tavolo
Living divani libreria

Colori discreti, emozioni profonde

La palette cromatica segue questa stessa ricerca di equilibrio.

I neutri continuano a dominare, ma vengono accompagnati da tonalità più ricercate e delicate: azzurri polverosi, verdi naturali, mattone, caffè, fino a tocchi più intensi di blu elettrico e gialli misurati.

Il colore non invade mai realmente lo spazio.

Piuttosto, lo accompagna.

Piccole presenze cromatiche capaci di costruire carattere senza interrompere la quiete generale dell’ambiente. Come in questi elementi di Kartell.

Kartel divani e tavoli
Kartel divani e tavoli

Anche nei metalli si percepisce un cambiamento: alle superfici cromate si affiancano finiture più solide, satinate, opache, coerenti con un’estetica meno brillante e più autentica. E poi, i colori pieni, vivaci e vibranti, insieme alle texture avvolgenti, trasformano le pareti e i mobili in vere e proprie opere d’arte, con grafiche audaci che stimolano la mente e, allo stesso tempo, evocano un senso di sogno e meraviglia.

Rubinetto rosso
finiture metalliche

Rubinetto Fantini e colori di Nolte cucine

Fuorisalone: il progetto come esperienza sensoriale

Fuori dai padiglioni, il design si trasforma sempre più in racconto immersivo e giocoso.

Tra Brera District e le altre zone espositive del centro, molte installazioni sembrano interrogarsi sul significato stesso della materia e sul nostro rapporto con lo spazio.

Nel suggestivo loggiato della Pinacoteca di Brera, l’installazione Serotonin – The Chemistry of Happiness, firmata dall’artista Sara Ricciardi per American Express, trasforma il percorso in un’esperienza sensoriale che riflette sul tema della felicità e delle emozioni. Un invito quasi simbolico a ricercare leggerezza e benessere, anche attraverso lo spazio.

Brera installazione
Brera installazione

Anche l’Università degli Studi di Milano, la Statale, si conferma tra gli epicentri più significativi del Fuorisalone, ospitando INTERNI MATERIAE, la grande mostra-evento curata dalla rivista INTERNI, dedicata al valore tecnico, sperimentale e creativo dei materiali.

Statale
Statale marmo

Nel Cortile d’Onore di Palazzo Litta, l’architetta libanese Lina Ghotmeh firma un’opera site-specific che si impone come una presenza vibrante: un labirinto rosa intenso che dialoga con il rigore delle architetture storiche, contrapponendo una gestualità contemporanea alle geometrie classiche del palazzo.

Un contrasto cromatico che trova un interessante equilibrio anche nel verde profondo dell’installazione Škoda, Ooooh, that’s EpiQ!, ospitata nello storico Palazzo del Senato per celebrare l’arrivo della nuova auto elettrica Epiq.

Quasi a ricordarci che, se l’abitare contemporaneo cerca quiete e radici, il design continua comunque a lasciare spazio alla sorpresa, alla meraviglia e a un’energia positiva che passa anche attraverso il colore.

Statale
Statale marmo
L’Appartamento Spagnolo reinterpreta l’abitare contemporaneo attraverso atmosfere intime, matericità e una forte componente emotiva, dove calore e personalità diventano parte integrante del progetto.  
Appartamento spagnolo
Appartamento spagnolo soggiorno
Appartamento spagnolo divano
Da Elle Decor a Palazzo Bovara, invece, il percorso curato da Piero Lissoni sceglie una strada differente: spazi luminosi, quasi sospesi, volutamente essenziali, dove il vuoto diventa strumento per osservare meglio.

Tutto si sviluppa come un giardino evocativo, una soglia narrativa che invita quasi a smarrirsi per poi ritrovarsi. Un paesaggio interiore, aperto e rarefatto, dove la cucina si presenta come una macchina precisa e rigorosa, essenziale prima di ogni concessione superflua e gli ambienti diventano contenitori trasparenti, minimali, dove gli oggetti d’arredo scelgono una presenza discreta, quasi silenziosa.

Una riflessione sull’abitare che sembra suggerire una nuova forma di lusso: non l’accumulo, ma la sottrazione. Non il pieno, ma il respiro.

Elle Decor spazio
Elle decor cucina
Elle decor soggiorno

Un ultimo sguardo al futuro: inseguendo il sole

Eppure, tra le molte installazioni del Fuorisalone, una in particolare sembra lasciare un messaggio diverso. Più leggero. Più luminoso.

Forse proprio per questo, una delle esposizioni che più colpisce è Chasing the Sun, il progetto firmato da Veuve Clicquot insieme al designer Yinka Ilori.

Da sempre portavoce di un immaginario fatto di gioia e ottimismo, il brand interpreta qui un universo solare e vibrante, dove il colore diventa energia e promessa. Toni arancio intensi, forme audaci e una vitalità quasi contagiosa prendono forma in una collezione di oggetti pensati per accompagnare le cuvée Yellow Label e Rosé, ma soprattutto per evocare un’emozione.

In un Salone che sembra cercare conforto nella memoria, Chasing the Sun ricorda invece che guardare al futuro può ancora essere un gesto pieno di fiducia.

Come un invito ad avanzare con leggerezza, senza smettere di inseguire la luce.

Chasing the sun
Chasing the sun

Cosa ci lascia il Salone del Mobile 2026?

Più che suggerire rivoluzioni, il Salone del Mobile 2026 sembra raccontare un bisogno collettivo.

Quello di abitare luoghi capaci di rassicurare.

Le forme si fanno morbide, i materiali naturali tornano protagonisti, la tecnologia si alleggerisce e il progetto recupera una dimensione più emotiva e sensoriale.

Come se il design avesse deciso di fare un passo indietro per poter avanzare meglio.

Ritrovando nel passato alcune certezze — il calore della materia, il gesto artigianale, la leggerezza delle forme — per accompagnarci con più delicatezza verso ciò che ancora non conosciamo.

Un futuro meno rumoroso, forse. Ma più vicino all’uomo.

Cucina in rovere, grigio perla e Dekton Laurent: un equilibrio contemporaneo

Cucina in rovere, grigio perla e Dekton Laurent: un equilibrio contemporaneo

Ci sono progetti in cui il nuovo non sostituisce, ma dialoga con ciò che esiste.
Questa cucina nasce all’interno di uno spazio ben definito, incastonato tra un corridoio a L e una zona pranzo che si apre verso il living attraverso eleganti ante in cristallo.

Il progetto nasce con l’obiettivo di aggiornare il linguaggio della casa, rendendolo più attuale e funzionale, ma in continuità con quanto già esistente. Una trasformazione misurata, dove ogni scelta materica contribuisce a costruire un nuovo equilibrio.

Cucina in rovere, grigio perla e dekton

Dekton Laurent: carattere per il piano cucina

Il protagonista materico è il Dekton Laurent, scelto per la sua forte presenza estetica e per le elevate prestazioni tecniche.
Le sue tonalità scure, attraversate da venature calde e profonde, introducono un segno deciso che definisce l’intera composizione.

Il Dekton Laurent riveste non solo il piano di lavoro ma anche il tavolo da pranzo, creando un filo conduttore visivo che unisce le diverse aree della casa.

Qui un altro progetto dove il Dekton Laurent è stato scelto per la cucina.

dekton Laurent
dekton Laurent

Cucina in rovere e pensili grigio perla: equilibrio tra calore e leggerezza

A dialogare con la forza materica del piano, la cucina in rovere naturale restituisce una dimensione calda e accogliente. Le basi, solide e materiche, radicano lo spazio, mentre i pensili in grigio perla alleggeriscono visivamente l’insieme.

Il risultato è un equilibrio raffinato: il rovere radica lo spazio, il grigio perla lo rende arioso e contemporaneo.

Rovere, grigio perla, dekton laurent
Rovere, grigio perla, dekton laurent
mensole e cucina rovere

Funzionalità su misura e dialogo con l’esistente

La progettazione si è concentrata anche sulla massima efficienza.
La cucina è organizzata con ampi cassettoni, pensati per ottimizzare ogni gesto quotidiano.

Anche lo zoccolo diventa protagonista: attrezzato con cassetti estraibili, offre uno spazio contenitivo aggiuntivo spesso inutilizzato.

Accanto alla nicchia del frigorifero a libera installazione, una colonna a doppia estrazione con ponte superiore sfrutta l’altezza fino al controsoffitto farettato. Sul laterale, mensole sagomate in rovere naturale con piccoli cassetti aggiungono funzionalità e dettaglio.

Rovere, grigio perla, dekton laurent
zoccolo attrezzato
estraibile alto
cassetti rovere e grigio perla

Dialogo tra moderno e memoria

Il tavolo mantiene la sua base originale verniciata antracite, ora valorizzata dal rivestimento in Dekton Laurent, mentre alcuni elementi di antiquariato introducono un contrappunto ricercato.

La zona giorno, realizzata in precedenza, conserva la sua eleganza nei toni crema e nelle strutture in legno, in un tono leggermente più scuro.

Nonostante il tempo trascorso, le forme rimangono attuali e si integrano con naturalezza, dimostrando come un buon progetto sappia evolversi senza perdere identità.

Cucina in rovere, grigio perla e dekton
zona pranzo con elementi antiquariato
zona giorno crema e legno
arredi crema e legno
arredi crema e legno
Cameretta doppia, una soluzione salvaspazio

Cameretta doppia, una soluzione salvaspazio

Progettare una cameretta doppia richiede ascolto, attenzione alle esigenze e una profonda conoscenza degli spazi. Quando l’ambiente è una mansarda, con altezze variabili e soffitti inclinati, la sfida diventa ancora più interessante. In questo progetto abbiamo trasformato una mansarda moderna e raccolta in una cameretta salvaspazio funzionale, luminosa e perfettamente organizzata, pensata per accogliere due bambini di età diverse e accompagnarli nella quotidianità.

Cameretta doppia

Due ambienti distinti in un unico spazio

La cameretta disponeva di due preziose fonti di luce naturale: una finestra verticale e un Velux. Una luce che entra da direzioni diverse e che ci ha permesso di suddividere lo spazio in due aree ben illuminate, dedicate ciascuna a un bambino, garantendo comfort visivo e una percezione chiara e ordinata degli ambienti.

Un armadio esistente, posizionato su una parete laterale, è rimasto a servizio di entrambi. Il cuore del progetto è invece una parete attrezzata divisoria, realizzata su misura e sviluppata al centro della stanza: un elemento che separa senza chiudere, organizza senza appesantire, mantenendo equilibrio, continuità e dialogo tra le due porzioni.

porzione 1 cameretta salvaspazio
porzione 2 cameretta salvaspazio

Zona studio, libreria e contenimento: tutto al posto giusto

Ogni lato della cameretta è stato progettato in modo speculare e completo. Entrambe le postazioni includono un’area studio con scrivania ad angolo, illuminata in modo puntuale da LED sottomensola, una libreria retroletto, integrata e facilmente accessibile, e una seconda porzione di arredi sagomata sull’inclinazione del soffitto.

Mensole, vani chiusi e ripiani accolgono libri, quaderni e materiale scolastico, trasformando ogni centimetro disponibile in uno spazio utile. La progettazione su misura ha permesso di leggere i vincoli della mansarda non come limiti, ma come un’occasione per disegnare arredi che seguono l’architettura e la valorizzano.

mensole sagomate
led sulla scrivania
led sulla scrivania
ante chiuse divisoria
retroletto con ripiano
cassetto estraibile

Letti con contenitore: praticità che fa la differenza

I due letti a una piazza sono letti con contenitore, una scelta ideale in una cameretta salvaspazio. Il meccanismo di sollevamento consente di alzare il letto completamente fatto, cuscino compreso, senza sforzo. All’interno trovano posto piumoni, valigie e tutto ciò che non si desidera lasciare a vista, mantenendo l’ambiente ordinato e leggero.

Il letto è svincolato dalla testata e dotato di rotelle nascoste, così da poter essere spostato facilmente per una pulizia più accurata. La testata, invece, è fissata alla libreria retro letto, che sfrutta anche la profondità inferiore con un ripiano laterale e un ampio cassetto estraibile, pensato per gli oggetti che devono essere sempre a portata di mano.

Letto con contenitore

Colori scelti dai bambini, armonia per tutta la stanza

La palette cromatica nasce direttamente dalle preferenze dei bambini. Il bianco, scelto come base, rende l’ambiente luminoso e leggero, lasciando spazio agli accenti di colore che caratterizzano le due zone.

Da una parte il viola, utilizzato per ripiani, scrivania e rivestimento in ecopelle del letto; dall’altra il giallo senape, ripreso negli stessi elementi speculari. Colori diversi, ma perfettamente armonici, che aiutano ciascun bambino a riconoscere e sentire proprio il proprio spazio, senza rompere l’equilibrio complessivo della stanza.

A questo link un’altro esempio di cameretta salvaspazio.

colori viola e senape